Sette giorni

by Giovanni Peli

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about

Il ricavato sarà devoluto all'Associazione Culturale Lamantica (www.lamantica.it)

credits

released July 26, 2019

Testi e musica di Giovanni Peli
tranne Mercoledì e Domenica, testi scritti con Federica Cremaschi

Giovanni Peli: voce e chitarra elettrica, tastiere in 7
Michele Coratella: basso, chitarre, synth, percussioni e programmazione
Silvio Uboldi: pianoforte e tastiere in 3, 4 e 7
Matteo Rossetti: pianoforte e tastiere 1, 2 e 5
Paolo Camisani: sarod
Angela Kinczly: cori e clarinetto
Ettore Ferronato: tromba
Simone Gelmini: batteria

Arrangiamenti di Giovanni Peli e Michele Coratella
Fotografia di Mario Martinazzi
Webmaster Simona Burgio

Registrato, mixato e prodotto da Michele Coratella al Mikorstudio di Brescia

www.giovannipeli.it

Dedicato a mio figlio Sergio, che viva intensamente le sue settimane

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all rights reserved

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about

Peli Giovanni Brescia, Italy

music, literature and other stories since 1995

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Track Name: Lunedì, cosa dicono di noi
Hanno già parlato di noi
di quello che facciamo
fingendo di avere un’identità
ma in fondo questa è la natura

La nostra lingua vibra docile
pronunciamo un nome e ci chiudiamo qui
imbonitori sospesi tra no e sì

Rimandiamo la disperazione
un giorno il ricordo darà a tutto un senso
il gelo puro del nostro sorriso
rende troppo seria la nostra fuga

Le ore passeranno più lente
spoglieremo le ombre nocive
penseremo ancora ad altre città

Come se fossi un poeta ti porto una rosa
poi conio la teoria della gioia
tu invece bevi il veleno che è dentro di me
e il nostro treno parte tra un’ora

Bologna risolve la situazione
anche tu guarisci e non pensi a niente
fingiamo di avere un’identità
ma in fondo questa è la natura
Track Name: Martedì, le ragioni del sole
A questo meccanismo
di morte e nascita
alla parola cantata
cedo e credo

Amici venite
abbiano linee sulle mani
abbiamo storte e sporche ali
abbiamo finestre

Giochi in scatola
occhi da buoi
non è una ruota
non è poligono greco
non è ansietà finitezza e nutrimento

Non si misura
come il denaro
questo figlio
questo mito
questo nembo
Track Name: Mercoledì, gessetti, lamantini, eccetera
Cantano le ragioni di tutti
dei gatti della pioggia e delle madri

mentre pensiamo a rivendicare e ad oltraggiare

a essere qualcuno o qualcosa
a vendere la nostra immagine untuosa

mentre facciamo promesse
e spuntano due dentini

La condanna reale è fatta per la rima
ogni istante è letale c’è un poi che segue un prima

Conosco una sola prigione
l’errore fatale
Il linguaggio è l’origine del male

RIT
Ma c’è da programmare
salvadanari immaterici
polistrumenti
polilinguistici
lamantici e galagoni
sfumati a gessetto

Come tanti anni fa ho paura di impazzire
di distruggere ciò che amo

la poesia è la gabbia in cui voliamo

Quindi il mio romanzo che non finisco ha già un titolo
una trama complicata intrecci morbosi

il presente è starne fuori

Fuori dai festival dai concorsi a premi e altre puttanate
con un pubblico che condivide il nulla

Non abbiamo più bisogno di informazioni
Track Name: Giovedì, tutte queste bugie
Nego verità
e il tempo non passa più

onda blu

Sputa inganni e luce
e il fastidio ti conduce

dove non sei più tu

Le parole girano a vuoto
attorno a ruggine e candele

Spugna piccola
tutto è cancellato

nella canzone tutto è chiaro

limpido, granitico

Verità sopra le ombre
sopra maldestri inganni
che fanno ridere ogni foglia
e ogni nuvola

Svanite ambiguità
non fraintendo tempi remoti

strettoie e feritoie
strettoie e feritoie
strettoie e feritoie
strettoie e feritoie
Track Name: Venerdì, troppo stanchi per credere
Questo sappiamo di te
torturato e ucciso
nella gioventù

la verità non esiste più

Tutto è svanito
fedi buie entusiasmi
la realtà sotto i piedi
e la curiosità

quanto costa la nostra libertà?

Chi sono i registi
gente sventata e disumana
nuove facce del sadismo
squali ovunque

per quali informazioni sei dovuto morire?

Sgretolo tra le dita
quello che resta
del mio impegno
e ogni ingenuità

cosa racconterò
ad un figlio
che crede
al mio sorriso?
Track Name: Sabato, il tuo velluto
Quattro pianti e un po' di pace
se mi mordi non fa male
ogni ombra scivola
ogni uomo si trasforma
delle regole cosa resterà

Autarchia del tuo velluto
come stringe e come spera
l'inferno dentro che non torna
ogni uomo si trasforma
mentre stringi questa libertà

La memoria ha troppa vita
tra le dita non c'è scampo
ogni uomo si trasforma
spinge via l'identità
del suo corpo cosa resterà

Tanto amore e presunzione
ma è attento e ci ascolta
questo inferno cambia nome
viaggia come una ascensore
delle regole cosa resterà
Track Name: Domenica, poche priorità
Tu sei un’ombra
tu sei troppo piccolo
la notte grida per te
è la più furba

Setaccio i sogni
per lasciarti senza pietà
tutti questi sorrisi
che il mattino riprende

Poche priorità
alzare il finestrino
buttare nel cestino
tenerti vicino
coprirsi per il sole
giocare con la rabbia
buttarsi nella sabbia
abbassare il finestrino

Dolce rumore
che portiamo dentro di noi
e la sera non tace
ci toglie le ore

Tra i rintocchi
gusci pieni di un altro futuro
è oro quello che tocchi
tutto il sole si sciupa

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