Serie Nera

by Giovanni Peli

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1.
una voce vigliacca che risuona degradata dalla mascella gravata di insulti quella raffica di incandescente mostruosa separazione e la paura che ti si rubi il posto l’insonnia che fa girare nella memoria la violenza i nostri sensi di colpa che camminano nel loro infruttuoso presente troppo in alto per noi troppo in alto per noi la torre d’avorio è di sabbia soffiata via ma a sprangate hai solo distrutto il parabrezza hai fatto come nei film DOMANI CAPIRANNO QUELLO CHE VOGLIONO DOMANI CAPIRANNO QUELLO CHE VOGLIONO terminato l’omicidio una voce soffiata via cade ancora falsamente chiudendo gli occhi agli altri quando avevano troppa paura che ti si rubi il posto e finiamo la notte a ricucire i chi sono i mai più e i corvi il giorno arriva ancora malintenzionato si dipana spettrale con i suoi raggi involontari di buono ha solo la ferocia l’ineguagliabile delirio di onnipotenza sentiamo meravigliose anche cullarsi fra nitide prospettive lascive ma a sprangate hai distrutto solo il parabrezza hai fatto come nei film DOMANI CAPIRANNO QUELLO CHE VOGLIONO DOMANI CAPIRANNO QUELLO CHE VOGLIONO
2.
Aggiungo fiato all'aria che ha bisogno di respirare e volteggiare meglio camminare o meglio ancora stare e più specificamente stare nello stesso vento confusi su per le pareti di mare e giù per gli abissi dei monti interrompendo la comunicazione TANTO CHE È COME ESSERE UNO DI FIANCO ALL' ALTRO E NON VEDERCI E NON SENTIRE IL NOSTRO RISPETTIVO CALORE il profumo tanto che non sentiamo contro la pelle le gabbie delle convenzioni che insieme alla storia prosciugata dei sentimenti sono pesi alle caviglie sempre più affrante quella storia fatta di no insistenti come quelli della voce degli altri TANTO CHE È COME ESSERE UNO DI FIANCO ALL' ALTRO E NON VEDERCI E NON SENTIRE IL NOSTRO RISPETTIVO CALORE Finisce tutto in un calcio alla ruota e ti fai male al puntone come le unghie quando tiravi male lì contro il duro lo sbordarsi della voce in fondo che a volte tieni così curata perché possa consolare lasciando farsi il senso ma non è vero niente e già è molto guardare il resto che indebolisce
3.
non parlo da mesi e tutto è finito nel buio il contenuto di verità del buio sperando fosse un’esperienza solo mia e rifiutando di parlarti e di cantarti tu che potevi ben rispondere e salvarmi mi hai legato alla tua burbera delicatezza mi dicesti di non perdere tempo tra lacrime e seduzione nulla si rompe più nella gola persistente mantenendo come animali un registro più consono sono passati così gli anni e siamo come si suol dire allo stadio successivo e se non sarà il prossimo sorriso gli uomini non cambieranno mai mentre si fronteggiano due entità mentre tra i tuoi capelli respiro non parlo da mesi e tutto è finito nel buio
4.
amoreamore 03:46
soltanto questi due qui che adesso vogliono amarsi che entrano dalle finestre aperte così quando fa troppo caldo non ti capacitavi quanta voglia restava e ti concentravi mi portavi a sentire senza brutte figure arreso amore forsennato amore per il consumo in una montagna di rifiuti trapassando la volontà divinizzando i rumori e tu guardavi alla tele giornalisti sportivi tagliando voci femminili quanta voce che sguscia ed eccone altri due circonfusi di sapori orientali dimenticando tutti i rumori e poi ti concentravi
5.
due in uno 05:25
senza spine senza rosa senza ingenuità senza peso qui è così da una goccia nasce ardore è più che libertà non ha valore non ha pietà DUE IN UNO ANCORA DI PIù IN UNO DUE ANCORA DI PIU QUI È COSì trasformare brutalmente senza dignità è solo un gioco qui è così come estate come il sonno il giallo e il blu mi suona bene altro non ho DUE IN UNO ANCORA DI PIù IN UNO DUE ANCORA DI PIU QUI È COSì grigio come il cielo non sei più hai già cantato gatti e cromosomi non è adattamento né sopravvivenza è più che libertà qui è così senza storia né memoria giri la città non hai paura né coraggio non è un viaggio né morbida inclusione è solo pulsazione il profumo di tutta l’altra gente DUE IN UNO ANCORA DI PIù IN UNO DUE ANCORA DI PIU QUI È COSì
6.
la plastica 03:37
trovata di plastica per quanto mi ostinassi a particolareggiare certe resistenze alla sintassi poi rappresentavano certe alterazioni in un discorso sempre falso e stabile trovata di plastica biologica   pura e semplice deprecabile compromessa la memoria ruvida questo è il risultato degli affanni miei detto e ripetuto e tutto bagnato perduta atomica ma quanto fa amore più amore plastica più disonore
7.
Sulla torre non c’eri chi si butta per primo queste pietre hanno secoli e tu mi tiri il bidone pensa a quanta gente pensa a quanta gente tutto è sempre più breve anche le motivazioni RESTA IN PIEDI FINO ALLA FINE CON UN COMPLICATO SISTEMA DI PESI E CONTRAPPESI un altro avvistamento confonde le idee e chi non c’era si è perso la salvezza e le costellazioni sempre il sole squarcia e chi sì è visto s’è visto arriva sempre troppi tardi con i fucili con le prede immaginate uno scandalo dietro l’altro perché scandalosa è la sua condotta viene senza peccato viene a mondare la gente sulla torre assassina come ogni potere assassino RESTA IN PIEDI FINO ALLA FINE CON UN COMPLICATO SISTEMA DI PESI E CONTRAPPESI
8.
9.
Sandra è un ricettacolo d’amore persevera dello scempio della falsità non sa cosa vuol dire essere una persona non ha altra religione che non sia respirare Sandra è un’anafora di fiori che senza primavera sputano sentenze i colori e i profumi sembrano artificiali e la gente vuole sapere questa assurdità Sandra è troppo veloce ed è quello che vuole Giovi sente ogni sua conversazione la sua apparecchiatura non ha pietà vorrebbe toglierla dalla bocca di tutti schiacciarla sotto il peso della libertà Quest’uomo non ha mai saputo crescere si trova a quarant’anni senza identità il suo barlume di speranza è solo non morire persino far del male è una possibilità che rifiuterà rideranno ancora un po’ davanti a questi schermi Se la storia avesse un fine lo canterei ma la musica è solo un fiume senza destinazione di quelli che brillano sotto un breve sole ed è portata di mano la rassegnazione che rifiuterà rideranno ancora un po’ davanti a questi schermi
10.
Siamo stati alla discarica a vedere se gli oggetti reagivano a vedere se come dal mare le ragazze uscivano abbiamo fatto spazio nella casa nuova ora decidiamo cosa comprare qualcosa che ci inzuccheri la pelle appassionata qualcosa che profumi di noi come i costumi dii scena e i ricci depenniamo dalla lista le cose essenziali la città è illuminata come due occhi verdi ci strofiniamo sempre lo zucchero addosso per le viuzze non si pensa ad altro in base ai prossimi acquisti regoliamo tutti i riti e come piace a noi soppesiamo l’intensità

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scritto, suonato, arrangiato e prodotto da Giovanni Peli tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021. Silvio Uboldi ha suonato l'hammond in "di buono ha solo la ferocia".

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released March 22, 2021

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Peli Giovanni Brescia, Italy

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